Gruppo Biblico

GRUPPO BIBLICO

Si è concluso felicemente, nella Parrocchia di Saint-Martin de Corléans, il primo anno di un Gruppo biblico, avviato e condotto dalla sottoscritta, su decisione del Consiglio pastorale parrocchiale riunitosi nello scorso ottobre, in ottemperanza a quanto allora raccomandato dal nostro Vescovo Mons. Anfossi nella sua Lettera pastorale 2002-2003 “Duc in altum!”.

Gli incontri sono stati mensili e si sono svolti da novembre a giugno, di solito l’ultimo martedì, dalle ore 20.45 alle ore 22.15 circa.

I partecipanti, all’inizio una ventina, sono andati via via aumentando, fino a raggiungere il numero di trenta.

Si è venuto  a creare un bel clima di ascolto e di desiderio sincero di conoscere e  di approfondire la Parola di Dio, come pure una buona comunione fraterna, evidenziatasi soprattutto nella tradizionale pizza conclusiva in località Busseyaz.

Per iniziare tale impegnativo cammino, ho preferito partire dal Vangelo di Marco, propostoci dalla Liturgia in questo Anno B, prendendo naturalmente in esame solo i brani e i temi più significativi, provando a far emergere i tratti della personalità di Cristo.

Siamo partiti presentando la prima “omelia” di Gesù: “Il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo”.

Marco ha sviluppato questo tema in tutto il suo racconto. Attraverso la sua predicazione e la sua azione (eventi e parole), Gesù ha chiarito meglio il suo pensiero: il suo Regno (messianismo) non è di tipo trionfalistico, ma è umile e nascosto (segreto messianico).

Con questa continua e graduale rivelazione di Cristo, viaggia parallelamente l’incredulità e l’incomprensione della folla, dei suoi “parenti” e dei suoi discepoli. Il racconto di Marco giunge così alla Croce, ed è qui che termina la sua rivelazione di Cristo: egli è il Messia morto in croce. Questa è la strada che lui ha scelto per salvare gli uomini.

Il cristiano deve entrare in questa logica se vuole essere il vero discepolo di Cristo. Egli è chiamato ad accettare questo “itinerario” che Cristo gli indica continuamente: “Chi vuol venire dietro di me prenda ogni giorno la sua croce e mi segua”.

Come Gesù durante la sua vita terrena ha manifestato gradualmente la potenza della sua divinità per esprimerla al massimo al momento della sua morte in Croce (Risurrezione), così il cristiano, nelle sue parole e nelle sue azioni quotidiane, deve manifestare il “divino” che porta in sé.

Tutto il cammino del credente, quindi, deve portare a una lenta assimilazione a Cristo e al suo Vangelo: siamo nati da Dio e a Dio torneremo.

Concludendo, ho cercato di scegliere, in questa lettura del Vangelo, non tanto ciò che caratterizza in modo specifico il discorso di Marco rispetto agli altri evangelisti, quanto ciò che ci poteva permettere di scoprire il cammino del discepolato dietro il Signore, sia per sottolineare la sovrana libertà di scelta da parte sua, sia per sottolineare le esigenze implicite nell’impegno di seguire Lui, sia per sottolineare  questo “timore e tremore”, che deve costantemente accompagnare la nostra vita.

 

Mai, cioè, -questo è il messaggio che mi sembra poter cogliere dall’evangelista Marco mai potremo sentirci padroni né della Parola  né della nostra vocazione e, tanto meno, della nostra fede.

E’ Lui la Parola, è Lui che chiama, è Lui che fonda, sviluppa e porta a compimento la nostra fede.

 

Dopo la pausa estiva, il Corso riprenderà nell’ultimo martedì di settembre ma, su richiesta dei partecipanti, avrà cadenza quindicinale (in linea di massima, il 2^ e l’ultimo martedì del mese).

Nell’anno pastorale 2003-2004, sarà preso in esame il “secondo libro” dell’evangelista Luca e cioè gli Atti degli Apostoli, per affrontare temi oltremodo importanti quali la Chiesa, la prima comunità cristiana, l’azione dello Spirito Santo, la missione apostolica.

E’ in cantiere anche una 2-3 giorni a Venezia, per visitare in modo particolare la Basilica di S. Marco, l’evangelista approfondito nel corso del corrente anno, ma anche per cementare sempre più l’unione fra i membri del gruppo e fra altri che volessero aggiungersi.

Suor Nerina Di Battista

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